Il territorio

Progetto Paese identifica il territorio oggetto delle sue attenzioni sugli assi “Madonna di Celle – Battuti – centro - Corea – Rivera – Zona industriale” e “Moriondo – centro - Valle Sauglio – passaggio a livello – via Leonardo da Vinci”.
Ci domandiamo se questo territorio, così come è stato disegnato nel tempo e come è stato amministrato più recentemente, riesce a soddisfare le necessità dei cittadini residenti.
Poniamo a noi tutti la domanda se a Trofarello vi sia una qualità della vita soddisfacente per tutti.
Crediamo infatti necessario incrementare la qualità della vita, qualità che passa dalla possibilità di avere un lavoro dignitoso alla possibilità di fruire dei servizi pubblici, dalla necessità di essere considerati cittadini sempre, anche nella casa municipale, dove spesso non vengono date risposte alle più elementari istanze. Di conseguenza, è compito dell’Amministrazione, a nostro avviso, favorire la coesione sociale, incentivando le relazioni tra cittadini e amministrazione, con l’obiettivo che nessuno debba sentirsi estraneo o debba sentirsi “indietro” nella comunità in cui vive.
Una modalità per conoscere se vi sia o no coesione sociale in un dato territorio è data dalla frequentazione della Piazza, intesa come luogo simbolo di un paese, di una comunità. Se si toglie l’incrocio di via Roma con la via Torino, non si può dire che esista una piazza, almeno non nella accezione sopra citata. Sia in Trofarello, sia a Valle Sauglio.
A Valle, la Piazza non è il paese. Valle è orfana di una piazza come Trofarello, anzi, peggio. Della piazza rimane solo il nome scritto su una targa di marmo, nata da un incrocio; essa è diventata un parcheggio costruito senza anima, senza verde e nessuna possibilità di aggregare.? Porvi rimedio non è facile, Via Umberto I è un passaggio e infatti le attività commerciali sono tutte concentrate sulla via, quindi a tanti risulta utilissimo avere un parcheggio al posto di una piazza. Il problema rimane però, la gente si incontra solo nei negozi o sui marciapiedi, la socialità è dettata dalla velocità delle auto che percorrono la via principale della frazione.
A Trofarello la situazione è persino peggio, perché sono stati realizzati investimenti anche costosi, ma la piazza, quella che fa vivere un paese, non c’è. Non vi sono negozi in piazza, il mercato del mercoledì non fa vivere la piazza, la caserma dei carabinieri recentemente ristrutturata ha posto persino limiti al mercato. La gente in Piazza non ci va. Quindi? Occorrerà studiare in modo approfondito questo tema perché la qualità della vita ne risente e molto.
La qualità della vita viene anche sancita dal diritto alla mobilità. La mobilità e il trasporto pubblico devono trovare riscontro in un accresciuto servizio pubblico (da e per Torino che dista appena 14 km, ma anche da e per le località liguri, ad esempio) ma banalmente anche nel definitivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche che nella nostra città ancora si trovano sulla strada di chi ha difficoltà a camminare. La città è anche dei disabili, dei portatori di handicap e per loro occorre un maggiore riguardo. Ridisegnare la città (attraverso l’analisi del traffico urbano, per una migliore viabilità…) diventa fondamentale per raggiungere meglio l’accesso ai servizi, quindi un aumento della qualità della vita dei cittadini.
Viabilità. La questione della viabilità nel corso degli ultimi anni ha prodotto più di un disservizio. La zona centrale ha subito dei capovolgimenti non sempre ben accettati dai cittadini, dai commercianti, dagli automobilisti. Senza contare la quantità eccessiva di rotonde che, in alcune situazioni, non hanno reso più veloce il transito, ma semmai lo hanno alquanto rallentato (il caso della rotonda tra via C. Battisti e via Togliatti, ove autoarticolati, autobus o altri mezzi pesanti non sono messi nella condizione di svoltare agevolmente). Anche a Valle Sauglio la viabilità deve essere presa in esame, non soltanto per collegare la frazione al centro (Via Risorgimento, via IV novembre, via XXV aprile) ma anche la via San Rocco?potrebbe essere per alcuni tratti resa pedonale, a patto di avere una circolazione controllata sulla via Umberto I che al presente è insicura per l’eccessiva velocità di alcuni automobilisti; occorrerà affidarsi a specialisti del traffico veicolare urbano per ottenere le migliori soluzioni tecniche non trascurando di coinvolgere i cittadini nelle scelte di questo genere.

Consumo zero

Lo abbiamo già detto ma soprattutto ritroviamo conferma dall’esame dei questionari. Occorre che la nuova amministrazione si muova con principi che prevedano:

  • Consumo ZERO di nuovo territorio (con rarissime eccezioni); il territorio agricolo deve semmai essere valorizzato per quel che è con l’aiuto delle organizzazioni dei produttori agricoli, ma non certamente essere adibito ad ospitare nuove costruzioni. Semmai, possono essere utilizzati i piccoli lotti interclusi e non edificati nello spazio di territorio già costruito, oppure i cosiddetti reliquati che potrebbero contribuire al decoro urbano.
  • Censimento e riorganizzazione dell’intero patrimonio edilizio pubblico per una sua migliore riutilizzazione; anche attraverso l’adesione al PAES occorrerà provvedere affinché gli edifici pubblici subiscano una riqualificazione energetica sfruttando le normative di agevolazione che sono previste; ad esempio, sarà possibile ottenere finanziamenti o rimborsi che coprono gran parte delle spese sostenute se si realizzano strutture edilizie o se si interviene sul patrimonio edilizio esistente per la realizzazione di coibenze più efficaci (cappotti, ad esempio) o se si utilizzano energie rinnovabili per il riscaldamento o il raffrescamento degli edifici medesimi.
  • Valorizzazione di edifici dismessi o utilizzati non in modo razionale (occorre ad esempio vedere in relazione all’esame costi-benefici, se il bocciodromo in Corea sia o no utilizzato da un numero congruo di giocatori, oppure se non sia il caso di realizzare in quel luogo un edificio (in parte già esistente) capace di accogliere un teatro o una sala polivalente per spettacoli, musica, teatro, ecc; naturalmente, se si ritiene di lasciare allo sport questo edificio, il teatro o una sala polivalente potrebbe trovare collocazione in piazzale Europa (nell’edificio utilizzato per le feste o nelle immediate vicinanze).
  • Ristrutturazione con le migliori tecniche di edifici vetusti, individuando premialità per chi intende effettuare ristrutturazioni con evidenti ritorni di immagine per il nostro comune.
  • Ristrutturazione del Piazzale Europa, perché sia restituito alla cittadinanza con una spiccata funzione di luogo destinato al divertimento, alle feste, ai momenti utili per ricostruire il tessuto sociale del paese.
  • Ristrutturazione delle aree di fronte agli edifici via della Conceria, via Garibaldi (ex LIP). Si tratta di un parcheggio informe, poco idoneo dal punto di vista estetico ad una delle porzioni di territorio di Trofarello più centrali. Il nuovo parcheggio dovrà essere realizzato con le tecniche costruttive più idonee per evitare la formazione delle pozzanghere dopo i temporali e la formazione della polvere durante i periodi secchi. Occorre prevedere qui, come in molte altri parti del territorio, la piantumazione di molti alberi, in parte per costituire una quinta a difesa dei rumori provenienti dalla vicina ferrovia, in parte per restituire ossigeno all’ambiente. Questo processo dovrà essere realizzato in collaborazione anche con le scuole cittadine per far comprendere ai cittadini di domani l’importanza di un ambiente ricco di piante, ricco di verde, con un ambiente almeno in parte risanato. Prevedere, infatti, un incremento della superficie alberata, con l’utilizzo prevalente di specie autoctone per migliorare la qualità dell’ambiente circostante, diventa un obiettivo prioritario per una amministrazione che guarda all’ambiente come mezzo per una vita di relazione migliore. Dai questionari è anche giunta la suggestione di piantare un albero per ogni nato a Trofarello in una zona a parco da realizzarsi ex novo. L’idea è interessante e la prenderemo in considerazione.

Il piano regolatore

Dall’esame degli strumenti urbanistici vigenti (non vogliamo nuovi piani regolatori, semmai verificare la coerenza di quello in vigore, in relazione alle numerose varianti adottate dalla Amministrazione in carica), vorremmo prendere atto della quantità e qualità dei servizi pubblici e della loro congruità con l’incremento di popolazione verificatosi dall’entrata in vigore del PRGC.

  • Avvieremo un sereno confronto con i comuni confinanti e con la Città Metropolitana per la promozione di un “sistema di interventi integrati” in grado di valorizzare tutta l’area a sud est di Torino. Le zone a nord del paese sono caratterizzate da rilievi morbidi, che consentirebbero di valorizzare più di quanto non si sia fatto finora questo territorio nell’ambito del progetto “Corona Verde” .
  • Le aree verdi urbane (parchi, giardini, alberate…) devono essere riqualificate e recuperate. In questo quadro è quindi indispensabile ripensare il verde pubblico (oggi oggetto di scarsa manutenzione) attraverso la valorizzazione delle aree verdi, ricomprendendo tra queste i percorsi collinari dove con una semplice attrezzatura (panchine, attrezzi per lo stretching, quando possibile una fontanella d’acqua…) sia permesso ai cittadini di scoprire le bellezze del territorio semplicemente … andando a piedi; tutelare il territorio, proteggere l’habitat naturalistico e promuovere le attività collegate all’agricoltura e porre in essere tutte le politiche necessarie per riappropriarsi della terra al fine di consolidare e rigenerare una presenza agricola nel nostro territorio, valorizzando lo stato esistente e le produzioni locali (particolare attenzione alla filiera corta e ai prodotti “km 0”).
  • Il territorio, se ben difeso, può consentire ad agricoltori o altri imprenditori di sviluppare il turismo rurale diffuso, con politiche di accoglienza di qualità. Agriturismi, Bed & Breakfast ubicati sulla collina possono aiutarci a conservare gli antichi sentieri di collina per offrirli ai cittadini di domani (trofarellesi, torinesi, ma anche cittadini stranieri…), quale patrimonio storico e naturalistico unico nel suo genere, tentare il recupero, con le cartografie storiche di dettaglio, di antiche strade campestri o sentieri oggi non più disponibili al pubblico passaggio.
  • Un pezzo di territorio potrà essere valorizzato (se vi saranno le manifestazioni d’interesse nel caso) per eventuali orti urbani.
  • Una parte del territorio di Trofarello è sottoposto a moderato rischio idrogeologico; le condizioni di rischio possono però estremizzarsi in caso di conflitto con infrastrutture antropiche e di manutenzione carente di opere di drenaggio e convogliamento di acque. I criteri per affrontare tale questione sono i seguenti:
      • economicità ed efficienza/efficacia degli eventuali interventi;
      • rispetto della libertà di divagazione dei rii;
      • mantenimento dell’ equilibrio delle scarpate (tagli artificiali) e del buon regime delle acque di eduzione da aree coltivate (quando interferenti con aree urbane e viabilità) con la semplice applicazione del regolamento di Polizia rurale (se esistente ancora in una forma accettabile) e/o miglioramento/ammodernamento del medesimo (anche in relazione al radicale incremento nell’impermeabilizzazione di suolo dagli anni ’70 in poi) e attraverso mirati interventi di prevenzione (mitigazione di impatto di particolari avversità pluviometriche).
      • azioni su scala di bacino in merito al tema “Tutela delle acque destinate ad usi antropici”; particolare attenzione dovrà essere posta ad un censimento delle risorse idriche, relativo alla localizzazione e probabile rilocalizzazione dei pozzi comunali e di quelli della SMAT (Acquedotto di Torino) che potrebbero venire ubicati anche in altri punti del territorio.
  • Abbiamo diversi rii che scorrono al Po o ai suoi affluenti. Non sempre questi rii sono nelle migliori condizioni di igienicità. Riteniamo indispensabile fare un censimento degli scarichi fognari (a cominciare dal Rio Sauglio) perché abbiamo la quasi certezza che qualche scarico sia sfuggito al controllo e al suo naturale convogliamento nelle fognature comunali. Pensiamo inoltre sia importante, attraverso un regolamento ad hoc, guidare e stimolare i proprietari alla manutenzione delle rive di alcuni rii (il rio Sauglio in primo piano) oppure proporre la dismissione delle sponde in favore del comune o trovare altre forme di collaborazione tra pubblico e privato per l’obiettivo comune della salubrità delle sponde, della igienicità dell’ambiente, della pulizia. Non si esclude la possibilità di promuovere iniziative regolamentate per permettere ai privati di “adottare” una parte delle sponde del rio. Sappiamo che a Valle Sauglio una associazione sarebbe disponibile ad adottarne un certo numero di metri curandone la manutenzione.

 

 

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